Il Progetto RepRap

Il progetto di prototipizzazione rapida Replication Rapid-Prototyper Project (RepRap) è un movimento contemporaneo orientato allo sviluppo di soluzioni open-source, economiche e do-it-yoursel (DIY) per la stampa 3D ad uso hobbistico e domestico, utilizzando una variante della tecnica della modellazione a deposizione fusa (FDM).

“Le stampanti 3D RepRap sono generalmente composte da un estrusore termoplastico montato su un computer che utilizza un sistema di riferimento cartesiano XYZ. La piattaforma è costruita da barre in acciaio e borchie collegate da parti in plastica stampata. Tutti e tre gli assi sono guidati da motori passo-passo, in X e Y attraverso una catena di distribuzione, e in Z attraverso una vite.
L’elettronica RepRap è basata sulla popolare piattaforma hardware open source Arduino, con schede aggiuntive per il controllo dei motori passo-passo.”
(Fonte: Wikipedia.it)

L’inglese Adrian Bowyer, professore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università di Bath, è stato il creatore della prima stampante RepRap nel 2004, e ne suggerisce immediatamente un libero utilizzo.

Una caratteristica delle macchine RepRap è ad esempio quella di essere in grado di stampare autonomamente le parti necessarie a comporre un clone funzionante della stampante originale (a differenza di quanto consentito dal progetto open-source Fab@Home), rendendo potenzialmente obsoleta la logica delle economie di scala nell’ambito della produzione industriale di beni.

I modelli noti come RepStrap non sono direttamente riconducibili al progetto del Replication Rapi-Prototyper, ma permettono comunque di produrre parti utili ad assemblare stampanti RepRap.

Adrian Bowyer e Vik Olliver con una stampante RepRap ed un clone prodotto dall'originale.
Adrian Bowyer e Vik Olliver con una stampante RepRap ed un clone prodotto dall’originale.

Qui di seguito il funzionamento delle stampanti tridimensionali RepRap illustrato da un video pubblicato online direttamente dall’inventore Adrian Bowyer:

Esistono società – come RepRapPro, BotMill o BitsFromBytes, che vendono stampanti 3d RepRap preassemblate a prezzi contenuti rispetto ai ben più costosi modelli commerciali e dunque coperti da diritto d’autore. Galileo è invece uno dei principali progetti italiani di ricerca e sviluppo riconducibili al movimento RepRap.

Ulteriori informazioni utili

Il seguente materiale è disponibile per un ulteriore approfondimento su temi correlati al progetto RepRap:

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